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Home Tour Coccinella Viaggi Viaggi Viaggi di Gruppo 0503 - Santuari di CAMALDOLI e LA VERNA - 3 maggio 2020
Viaggi di Gruppo
0503 - Santuari di CAMALDOLI e LA VERNA - 3 maggio 2020
Prezzo 80,00 €
  
 

Monastero di CAMALDOLI 

Santuario Francescano di LA VERNA

 

3 maggio 2020

Sulle tracce della spiritualità monastica.

 

PROGRAMMA:

Alle ore 6.30 partenza dal terminal bus e partenza per CAMALDOLI. Sosta durante il percorso. All’arrivo incontro con la guida e  visita del suggestivo Monastero inserito in uno stupendo scenario naturale. Più in alto, in un luogo appartato sorge L’EREMO, vero e proprio villaggio di monaci cinto da mura: si visitano la celletta di San Romualdo e la bella chiesa settecentesca.
  
Pranzo in ristorante con prodotti tipici.
  
Nel pomeriggio visita al Convento di La Verna, dove si narra che San Francesco ricevette le stimmate. Si visitano la Cappella delle Stimmate, la grotta con il letto di pietra del santo e l’impressionante rupe sotto la quale Francesco era solito pregare. Partenza per il rientro.


Durata
- 1 giorno

Data di effettuazione
3 maggio 2020

Documento
- carta identità

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ 80.00

 

La quota comprende:

• Viaggio in pullman

• Guida a Camaldoli

Pranzo in ristorante bevande incluse

• Accompagnatore di agenzia

 

La quota non comprende:

•  ingressi non menzionati

•  tutto cio’ non indicato nella quota comprende

 
Notizie Storiche

Il Monte della Verna è uno dei principali centri di spiritualità francescana nel mondo.
Il luogo venne donato dal conte di Chiusi, Orlando Catani a S. Francesco nel 1213.
Il santo vi soggiornò più volte nel corso di circa dieci anni, fino a ricevervi, il 14 settembre 1224, le sacre stimmate.
Inizialmente i frati abitarono la Verna costruendo rudimentali capanne, mentre nel 1216 fu avviata la costruzione della prima chiesetta, quella di S. Maria degli Angeli.
All’interno di questa chiesa si conservano pregevoli esem­pi di terracotte invetriate robbiane fra le quali spicca la grande pala centrale che raffigura l’Assunzione di Maria di Andrea della Robbia.
La costruzione della grande basilica venne iniziata nel 1348 e completata soltanto nel 1509. L’interno di questa chiesa è a croce latina, con ridotti bracci laterali, mentre la navata centrale è a quattro campate con ampie volte a crociera.
Di eccezionale valore è il patrimonio artistico di terracotte invetriate bianche e azzurre, realizzate da Andrea della Robbia. Emergono la Madonna del Rifugio, la Natività e soprattutto l’Annunciazione che, per la delicata espressione della Vergine e il volto trepidante di attesa dell’angelo, è ritenuta il capolavoro di Andrea
della Robbia.
Altri luoghi di grande spiritualità sono: la cappella di S. Maria Maddalena, dove il Santo ebbe la sua prima cella; il Sasso Spicco, profonda fenditura nella roccia e luogo privilegiato di meditazione e di preghiera di Francesco; il Letto di san Francesco, umile giaciglio in pietra, ricavato all’interno di una insenatura del monte. Soprattutto va ricordata la cappella delle Stimmate, edificata sul precipizio roccioso in cui il Santo ricevette i segni della passione di Cristo. In questa cappella è collocata la grande pala della Crocifissione, sempre di Andrea della Robbia: opera unica per la drammaticità e la forza che l’artista ha saputo imprimere agli elementi celesti, umani e naturali chiamati ad assistere alla morte di Gesù.

Il sacro Eremo


Costituisce una particolare testimonianza di architettu­ra eremitica, sorta nell’XI sec, in un momento di grande rinascita religiosa, per volontà di san Romualdo, padre riconosciuto di quella riforma monastica che segnava con caratteristiche del tutto nuove la tradizione benedettina.
Le origini storiche di questo complesso si confondono con la leggenda, secondo la quale un certo conte Maldolo, feudatario del vescovo di Arezzo, avrebbe donato all’Eremita. Attualmente l’impianto è caratterizzato da una zona di clausura in cui si trovano circa venti celle disposte lungo quattro vialetti ed una cappella di origine monastica.
Nella zona d’ingresso, separata per la clausura da un pic­colo cancello, si possono visitare la sala del capitolo, il refettorio, la foresteria, la portineria, la biblioteca e tutti gli altri ambienti della comunità.
La chiesa del Salvatore si presenta in forma barocca, affiancata da due campanili. All’interno si notano gli affreschi di G.B. Draghi su san Romualdo e i due tabernacoli presso l’altare maggiore, attribuiti a Gino da Settignano.

Il Monastero

Il complesso monastico di Camaldoli ebbe anch’esso origine nell’XI sec dalla riorganizzazione promossa da san Romualdo di una preesistente posta di viaggio situata nei pressi di un’antica strada, probabilmente romana, che dalla via Flaminia Minor portava in Romagna.
Anche a questo luogo è legata la leggendaria figura del conte Maldolo il quale avrebbe donato ai monaci un castello situato nel luogo dove attualmente sorge il monastero.
Il cenobio, come ci appare oggi, si sviluppa in tre chiostri principali e risale per lo più al XV secolo.
Particolarmente interessanti risultano gli ambienti della farmacia, costruita nel XVI secolo, ma che era già pre­sente nel monastero sin dal 1046, anno in cui i monaci vi fondarono l’ospedale. La chiesa occupa una posizione centrale, presenta un interno di stile barocco dove si trovano cinque tavole dipinte da Giorgio Vasari.
Il monastero fin dal passato ha rappresentato anche un importante centro culturale, soprattutto nell’Umanesirno, quando ospitava i più importanti filosofi e letterati fiorentini tra cui Cristoforo Landino, Marsilio Ficino e Lorenzo e Giuliano de’ Medici.
 
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